Faroe in Van: piccolo diario di bordo

Faroe? Sì. Rigorosamente in… Van
Esatto con Dunty amici. Almeno, questa volta.
Ci sono alcuni argomenti che vorrei trattare, e no, non saranno itinerari.
Indovinate perchè? Perché anche qui, specialmente qui,
non siamo noi a decidere quando e dove.
Siate disposti a rinunciare, siate disposti ad accettare
una versione del viaggio che non vi aspettavate.
Giusto avere un piano ma siate aperti ai cambi di programma!
Siate pronti a ricevere mail “Ci dispiace comunicarti che la tua escursione è stata cancellata”, se non siete pronti fossi in voi cambierei isole!

La mia esperienza
Giorni totali: 20
Soldi spesi: €2.700,00 circa
Km stradali: 4.600 circa
Partenza da Crevoladossola martedì 6 agosto 2024 ore 16:00,
arrivo a Crevoladossola lunedì 26 agosto 2024 ore 21:10.
Km percorsi su 4 ruote: 4.600 circa;
Mezzi di trasporto: Dunty, auto treni e traghetti;
Paesi attraversati: Svizzera, un poco di Francia, Germania e Danimarca;
Costo biglietto nave: €960,00 acquistato ad ottobre 2023
Soldi spesi per il carburante: circa €850,00
Soldi spesi per pedaggi: 40 CHF per vignetta svizzera (durata 1anno)
Soldi spesi per Auto treni: 100 CHF totali per 4 tratte
Soldi spesi per Tunnilin: €50,00 circa
Soldi per traghetto interno A/R: 50€
Soldi spesi per TUTTO il resto: 650€

Premessa
Questo articolo è stato pubblicato nel 2025 riferito
a un viaggio di agosto 2024: con il tempo le cose cambiano!
Dovete sapere che ancora prima di acquistare Dunty ho acquistato il biglietto del traghetto. Dovendo viaggiare in alta stagione temevo che il costo della nave si alzasse troppo, così dopo aver controllato la politica di cancellazione del sito ho strisciato la carta, erano i primissimi giorni di Ottobre 2023.
Il 23 dello stesso mese Dunty è diventato di mia proprietà:
era tutto pronto per la partenza, dovevo solo attendere il 10 agosto 2024.
Ogni mattina che arrivavo in ufficio aggiornavo il countdown, trovo ancora qualche post-it in giro con scritto “-198”.
Ho prenotato con largo anticipo in modo da ammortizzare la spesa
e in modo di essere sicura che il costo del biglietto non si alzasse o addirittura per evitare che si esaurissero i posti.
Ad agosto il viaggio può costare fino a 3.000€ quindi prima prenotate meglio è!
Vi ricordo che le Isole Faroe sono solo una tappa intermedia della Norröna:
la sua destinazione finale infatti è l’Islanda!

Giorni necessari per il viaggio
Amici non saranno mai abbastanza i giorni per un viaggio,
quindi come il burro nelle ricette: quanto basta.
Anzi quanto potete, tanto non sarà mai abbastanza.
Volete andare alle Faroe ma avete solo tot. giorni?
Andateci, ogni lasciata è persa.
Ma non vale solo per queste magiche isole!
Ho avuto a disposizione “solo” una settimana da spendere nell’Atlantico,
ed effettivamente partendo dall’Italia potrebbe sembrare poco,
ma le partenze delle navi sono settimanali, ad eccezione di alcuni mesi,
e i costi potrebbero essere fuori portata, come sarebbe stato nel mio caso:
tornare in settimana mi sarebbe costato il doppio.
Quindi mi sono detta che era così o era niente.
Come quando ho deciso di partire sola: o così o niente.

La Svizzera e qualche consiglio per evitare sanzioni salate!
Molti camperisti sono spaventati dalle bilance,
abitando a 15km dal confine ho passato tantissimo tempo in Svizzera e non ho MAI visto un mezzo su una bilancia, nè il mio nè quello di altri,
può capitare sì, come in ogni altro paese.
Con 40CHF avete accesso illimitato, fino a 14 mesi,
alle autostrade elvetiche (che sono perfette).
Da Domodossola andata e ritorno per Torino spendo €35 a volta,
solo per i caselli, fate voi le vostre considerazioni.
Capisco che per chi vive lontano dal confine possono sembrare tanti soldi,
a prescindere io li spendo sempre volentieri, molto più che quelli del telepass.
Ora la vignetta si può acquistare online inserendo la targa del nostro mezzo.

Ricordate che appena si esce dall’Italia ogni cartello va rispettato,
(in teoria dovreste farlo anche in Italia ma ormai se non vi si tocca il portafoglio il senso civico è un concetto astratto)
i limiti di velocità mantenuti, le luci accese e le distanze di sicurezza rispettate, specialmente nelle gallerie. La segnaletica orizzontale va controllata.
Ad esempio in Svizzera (e spesso in Germania) dove ci sono i cantieri i limiti
di velocità diminuiscono: proprio lì vicino a quel cartello spesso e volentieri si nasconde un Velox: ATTENTI!
Se state attenti ai cartelli e rispettate le regole (segnaletica orizzontale compresa) potete stare tranquilli, è molto semplice:
rispettate le regole e nessuno metterà mano al vostro portafoglio.
Se poi vorrete mantenere questo atteggiamento ovunque ancor meglio!
RICORDATE:
MEGLIO IN RITARDO IN QUESTA VITA CHE IN ANTICIPO NELL’ALTRA!

Avete mai provato l’autotreno?
Un motivo per cui amo la Svizzera: la linea BLS.
Per me è un appuntamento fisso, se viaggiate in compagnia sarà
ancora più bello usufruire di questo servizio in quanto
il prezzo è sul mezzo e non sul numero di persone che viaggiano.
Ad esempio io lo prendo sempre per non fare il passo del Sempione:
guidando impiegherei circa un’ora senza contare consumo di carburante e freni, con l’autotreno in 15 minuti sono alla stazione di Briga dove pago 24CHF per il trasporto, e nel mentre mi bevo anche un caffè in Van.
La tratta Goppestein-Kandersteg mi fa risparmiare 100km e mi fa godere di panorami di cui i miei occhi saranno sempre grati:
questa tratta in treno auto ci porta a due passi dalla zona di Interlaken.
In alta stagione viene introdotta (ahimè non tutti i giorni) la tratta
Iselle-Kandersteg, un’ora di viaggio in auto treno dove potete fare uno spuntino e guardare la vostra serie preferita. Durante la tratta non scenderete dal veicolo, rimarrete in casa per tutto il tragitto!
Più info sul sito ufficiale: Sito ufficiale BLS

P.S. In questo periodo all’Ipercoop di Crevoladossola su una spesa di €50
Vi emetteranno un buono del -50% su un viaggio in autotreno da Iselle a Briga, chiedete conferma all’info point dell’ipermercato,
non è sempre presente questa promozione!

Prossima tappa: HIRTSHALS
Lascio Basilea alle spalle ed entro in Germania quando decido di fermarmi per cenare e dormire, ci ho messo un po’ di tempo prima di fermarmi:
ogni spot che trovavo era pieno di brutti indizi.
Dai vetri rotti a terra ai cartelli che segnalavano presenza di ladri,
così sono andata ricerca di chi me l’ha fatto fare di venire qui,
in questa specifica zona. Per guidare 40 minuti in meno ne ho spesi quasi il doppio, sempre la solita insomma.
Ho trovato un’area sosta gratuita e carina, peccato io mi debba posteggiare vicino ai gigabidoni di monnezza per via dei camperisti che occupavano anche 3 posteggi per avere tutto a loro vantaggio.

Cioè chi siete,
Tony Montana?
Aladin?
Che è vostro il mondo?
Vi devo chiedere l’autografo?!

Dopo un romantico risveglio mi accingo a partire e a guidare tutto il giorno:
volevo arrivare al confine danese e ci sono riuscita.
Purtroppo sono cronica e quindi anche lo spot di quella notte
non fu del tutto fiabesco, anzi.
Ero nei campi, lì è tutto privato così rassegnata mi dirigo all’area sosta più vicina,
era a pagamento. Avevo guidato per 10 ore e ogni km in più
pesava come un matrimonio in Puglia ad Agosto.
Dalla pigrizia non avevo ricaricato l’aria condizionata prima di partire,
“tanto vado a Nord mica farà caldo” CAROLINA.. Perchè?
Raggiungo l’area sosta e mi sono subito rifiutata di dover pagare
per una cosa così oscena: posteggio in pendenza nei pressi dei binari,
zero servizi il tutto a 10€. Lì di fianco un parcheggio in piano privo di divieti, presenti in quasi tutti i posteggi della zona, gratuito con la ferrovia davanti.
Mi fermo faccio una cena frugale e fatico a bere la prima IPA della giornata,
ero davvero stanca, stanchissima.

Il giorno seguente decido di entrare in Danimarca
passando da strade provinciali e senza accorgermene varco il confine.
Difficile è stato nascondere l’emozione,
tendo essere un po’ troppo euforica in alcune circostanze.
Sono in Danimarca, e me ne accorgo.
In questi posti incontri solo ciclisti e qualche trattore ogni tanto.
I giovani sono ovunque, si respira aria di vita e io sono ogni km più felice.

Mi dirigo verso l’isola di Rømø, dopo aver acquistato qualche IPA
mi dirigo verso la spiaggia ma torno indietro prima di raggiungerla.
Troppa gente per quanto mi riguarda, siamo per sempre ad Agosto.
Ho sempre meno tolleranza per i posti “affollati”, qui la situazione era
tranquillamente sotto controllo cosa che non posso dire della mia selvaticità!
Essendo primo pomeriggio decido di trovare uno spot in libera dove rilassarmi
in solitudine e godermi il posto per il resto della giornata.

IN-VANa cerco un carico acqua, mi arrendo e decido di farmi bastare quella che ho, circa 20L sono più che sufficienti per il resto della giornata.
Arrivo qui e mi sento davvero felice:
sono seduta su una sedia da campeggio,
ho una buona birra in mano,
è Agosto ma ci sono 17 gradi.
Era tutto così perfetto.

…Il tramonto, i pescatori in lontananza, i colori…
Tutto accompagnato da un’ottima IPA danese.
Sapete che in Danimarca i 16enni possono
acquistare alcolici fino ad una gradazione di 16,5°?
Un altro bellissimo giorno di viaggio mi saluta,
e sempre meno giorni mi separano dalle Isole delle pecore: Le Faroe.
Sapete che dire Isole Faroe in realtà è sbagliato?
Perché Foroyar significa Isole delle pecore, quindi dicendo “Isole Faroe” è come ripetere la parola “Isole”. Confusi? Ehehe.
Danimarca sei stupenda, giuro. E ti conoscerò ancora meglio sulla via del ritorno.
Ora torniamo qui, sulla via dell’andata:
è mattina piove a dirotto, devo dileguarmi
perché c’è un tratto che potrebbe rivelarsi critico.
Ammiro con piacere che anche in Danimarca le persone sono in sintonia
con il meteo avverso: niente intralcia in alcun modo la loro quotidianità.
Si spostano in bici anche se piove, i bambini giocano fuori
tutto scorre normalmente.

Dopo qualche ora di guida e un paio di visite al supermercato
causa IPA, siamo nella patria della Mikkeller d’altronde,
individuo uno spot direttamente sulla spiaggia.
Ammetto di non essermi esaltata subito quando l’ho visto su P4N.
Ho imparato a mantenere l’entusiasmo finché non vedo lo spot dal vivo. Incredibile che in alta stagione in uno spot così si riesca
ad avere tutta questa intimità.

Mentre guido sul bagnasciuga noto divieti per camper
che spariscono dopo qualche centinaia di metri.
Mi faccio una doccia ammirando il mare selvaggio e il vento che trasporta un kitesurf.
Esco per asciugare i capelli al vento e anche qui sento quel senso di euforia che percuote tutto il mio corpo dalla testa ai piedi: domani ho il traghetto per le Faroe.
Ed eccoci con l’ennesimo cappuccino che fa da apripista per la giornata.
Amici, che emozione: è arrivato il grande giorno,
finalmente sul navigatore imposto Hirtshals.

La MS Norröna
Eccoci giunti al porto quando mi preparo la schiscetta per il viaggio
e le cose da portare a bordo della nave.
Con la stessa emozione di una sposa che attraversa la navata,
io mi dirigo al casello del check in.
Mi incolonno tra i primi, dietro a uno Sprinter tedesco che poi incrocerò ogni tanto sulle isole. Sento il un fischio che apre le danze:
sto salendo con Dunty sulla Norröna, non più in un sogno, ma per davvero.
Così prendo le cose, chiudo il furgone e esploro l’imbarcazione con lo zaino,
il mio cuscino e le birre.
Inutili le parole per descrivere l’emozione di quando la nave è salpata,
non sarei in grado di trasmettere quello che è passato nelle mie vene.

Ho prenotato un posto letto in una camera sottocoperta da 12,
sembrava la prigione dell’Olandese Volante:
CI PIACE.
Purtroppo ho solo video della stanza condivisa,
ma sul sito di Smyril line potete consultare le foto.
Avrei tante cose da dire su questa nave, partendo dal fatto che
nel viaggio di ritorno non so cosa sia successo ma ho avuto
una camera privata con bagno personale annesso.
Ancora devo capire perché: avevo prenotato un letto da 8€ in prigione e mi ritrovo sola in una stanza da due con la doccia tutta mia, fantastico!

A me personalmente nel momento del check-in non è stata data alcuna informazione, nessuna parola mi è stata rivolta, se non “bye bye” dopo avermi dato delle carte prive di informazioni in mano e chiuso la finestra in faccia.
Il foglio A4 nella foto sopra è la prenotazione che avevo stampato a casa.
Quando tutti saranno imbarcati chiuderanno il ponte auto e non potrete più avere accesso: ecco sappiate che entrambe le tessere cartacee che vi consegneranno dovrete averle con voi: una è la chiave della stanza.
Erano anni che aspettavo di andare alle Faroe e mai e dico
MAI avrei creduto di andarci per la prima volta con il mio Van.
All’andata nel momento in cui ho lascito il “Cardeck” nessuno mi indicato dove andare, mi sono dovuta arrangiare, il ritorno è stato tutto il contrario.
Ah ricordatevi se il vostro mezzo è al Cardeck 4 o 5!

Sappiate anche che se il vostro camper ha il gas dovete chiudere le bombole,
e attenti a spegnere bene tutto perché alcuni veicoli sono rimasti a terra di batteria al momento dello sbarco, il personale di bordo è dotato di vari starter quindi se succede sono pronti ad aiutarvi, però meglio evitare. Attenti alle altezze perché se non fossi stata attenda l’addetto mi stava mandando dove l’H massima era 2m, io sono quasi 2,5, se non mi fossi impuntata oggi Dunty sarebbe il primo cabrio-van.
Se potete disattivate l’allarme del mezzo:
nel viaggio di ritorno per via del mare mosso suonavano all’impazzata.

Amici in nave ci sono vasche idromassaggio davvero fotoniche,
e non costano neanche tanto. Per un’ora spendi circa 30€,
l’acqua viene scaldata con il calore in eccesso della sala macchine della nave,
il costo comprende l’ingresso per tot. 6 persone, ma la vasca è privata.
Mi spiego meglio: io ho avuto la mia vasca personale per quel costo, ma se viaggiate in compagnia il costo è sulla vasca e non sulla persona.
Se vi chiedono che vasca preferite scegliete quelle in mezzo
perché sono più riparate. Sappiate che potete sia acquistare una bottiglia di vino a un prezzo extra sia portare i vostri alcolici.
Io ho scelto l’orario del tramonto e ho potuto vedere un arcobaleno gigante.

A bordo della nave c’è anche un Duty Free dove poter acquistare alcolici a un costo veramente ridotto rispetto ai prezzi sulle isole,
ma controllate sempre i limiti sui siti delle dogane.
Sul sito della Smyril line trovate il catalogo del Duty free, ovviamente non è presente tutto quello che c’è a bordo, la cantina vini è fornita di ottimi Barbera!
Nessun problema se portate/acquistate più alcolici del previsto: l’importante è dichiararli in dogana dove vi applicheranno il costo del dazio.
Informazioni per le quantità qui.

A bordo troverete anche una palestra, il cinema, diversi ristoranti
e all’ultimo piano un lounge bar con musica dal vivo aperto fino a tardi:
le bevande hanno gli stessi prezzi su tutta l’imbarcazione.
C’è una piscina al chiuso, compresa nel prezzo, all’esterno un campetto da calcio, panchine per ammirare l’orizzonte, il duty free con cosmetici, alcolici, souvenir e varie altre cose. Ci sono tavolini e divanetti con le prese ad usufrutto di tutti,
da lì nel viaggio di andata si vedono le isole di Skye.
Al ritorno non lo so, ero in stanza!
L’area fumatori è all’esterno, riparata e con lampade led riscaldanti
da accendere all’evenienza.
Ci sono varie attività per intrattenere i bambini e una piccola zona
giochi in uno dei bar. Nella reception vendono medicinali,
contraccettivi, caramelle, acqua, un po’ di tutto. Potete acquistare il Wi-fi una volta a bordo, in mare aperto non c’è quasi mai campo, anche se all’andata sono riuscita ad usare la rete dati per qualche ora.

Se decidete di avere il posto per la notte nelle prigioni dell’olandese volante sappiate che per me non è stato così male: ho lasciato lì il mio borsone incustodito tutto il viaggio, avevo sempre con me le cose di valore:
chiavi del van, documenti, portafoglio e telefono.
C’è un bagno comune, le docce sono sporchine ma non sono schizzinosa quindi non mi è pesato, ci sono le prese nel corridoio se avete il phon.
I letti non hanno cuscini e coperte, io le ho portate dal Van. Se avete la cabina potete evitare di prenderle, ma potete portarvi bollitore o cose per cucinare, ho visto diversi farlo e non c’erano divieti.
Meglio esserne certi se avete intenzione di cucinare, mi raccomando! 🙂

Vi invito a prestare particolare attenzione quando con la vettura scendete dalla nave, c’è molto traffico perchè devono scaricare i conteiner e
non tutti badano a dove VANno.
Il viaggio di andata è passato veloce, tranne le ultime ore.
“L’eternità è lunghissima, soprattutto verso la fine”
qualcuno diceva, e io lo confermo.
Dopo anni di attesa ecco le Faroe apparire davanti i miei occhi
e sotto i miei piedi, anzi sotto le ruote di Dunty.

Finalmente Faroe
La nave è attraccata e l’entusiasmo è alle stelle.
Mentre sono in colonna per scendere imposto il navigatore presso il campeggio.
Arrivata a destinazione una signora depenna la targa di Dunty
dall’elenco dei prenotati: il campeggio è pieno.
Lo avevo prenotato a marzo per fortuna.
La mia piazzola non è in bolla e ancora non ho acquistato i cunei.
Ma sinceramente chissene frega, non sarà questo a rovinarmi il momento.
Preparo il letto ma ovviamente non realizzo dove sono arrivata, ancora devo realizzarlo dopo quasi un anno figuriamoci sul momento.
Al mio risveglio quando svolgo tutte le faccende di carico e scarico conosco Massi, giunto alle Faroe per caso in bici dall’Italia.
Sì avete letto bene per caso e in bici.
Gli offro un buon espresso, non macchiato ;),
ci scambiamo i numeri e ci salutiamo.
Parto per andare a incontrare Romeo quando nel fare il primo tornante
si apre un pensile e tutto si versa a terra.
Non potendomi fermare sul momento tutto è andato ovunque,
per l’ennesima volta non ho bloccato l’anta ma solo appoggiata.
Mannaggiammme.

Romeo vive alle Faroe da tre mesi e la sua esperienza termina durante la mia permanenza, così lui da buon romano mi fa da cicerone sulle isole.
Ricevo un sacco di consigli e addirittura mi stende un itinerario.
Siamo stati insieme poco tempo ma sarà un incontro che entrambi non dimenticheremo: ci siamo conosciuti in uno
dei posti più remoti d’Europa.
Sulle isole mi hanno cancellato ogni tipo di escursione,
il tempo è stato davvero peggio del previsto,
e io ero pronta su cosa aspettarmi.
Questo non vuol dire che sono stata delusa, anzi.
Questo significa che sono nel posto giusto, non mi piacciono i luoghi prevedibili.
Mi faccio guidare dall’istinto e girovago su queste isole estreme.

Non voglio spendere troppe parole sui luoghi che ho visitato,
trovate guide stese meglio online.
Vorrei essere testimone di come ho cercato di rispettare
questo luogo fragile e tempestoso.
Alle Faroe i terreni pubblici quasi non esistono, è tutto privato,
per questo pagate la maggior parte dei trekking, e la libera non è tollerata.
Ci sono tanti che vantano di aver fatto campeggio selvaggio
quindi non è impossibile, ma io ho scelto di rispettare
le regole del posto che ho visitato.
In un realtà come quella delle Faroe è il minimo che si possa fare.
Uno dei pochi trekking che sono riuscita a percorrere è gratuito, ho avuto
la fortuna di vivermelo con il cielo sereno, il panorama
che c’è dall’alto è da film. Se volete andare il luogo si chiama Klakkur.
State attendi perché piove spesso da queste parti e il terreno è scivoloso,
qualsiasi trekking facciate non sottovalutate la situazione,
specialmente controllate previsioni,
anche e soprattutto il vento.

Fossi in voi non mi perderei un concerto dal vivo in qualche birrificio.
Io sono andata da OY, ed è stata l’esperienza più bella sulle Isole.
Se mi seguite su Instagram saprete bene che non sono da
posti affollati e frequentati, ma qui è stato diverso.
Mi ci ha portata Elisabeth, contatto che mi è stato girato da un follower di Instagram, Luca, in caso avessi avuto necessità.
Così ad inizio vacanza la seguo su Ig e scambiamo due parole,
Eli parla italiano molto meglio di quanto pensa!
Avevo la febbre quando stavo facendo un trekking e ricevo un suo messaggio dove mi propone un incontro al birrificio: ci sarebbe stato un concerto.
Non volevo rifiutare, un’occasione da non perdere e il campeggio
era vicino così potevo non guidare.

Una serata che non dimenticherò mai, birre pazzesche e un pubblico scatenato. Mentre le band si esibivano tutti ballavano e cantavano,
nessuno e dico NESSUNO aveva il telefono in mano,
neanche per fare un video ricordo.
Questa è stata la cosa più bella di tutta la permanenza alle Faroe.
Una vera serata tipica, Eli è una persona stupenda
quindi la serata non poteva essere da meno.
Mi era stato detto che la cosa più bella delle Faroe era la musica,
e dopo quella sera, l’ultima sulle isole, ho afferrato il concetto, per questo
vi dico che non potedete perdervi un’esperienza simile.
La musica dal vivo c’è quasi sempre durante il week-end nella capitale,
ma sappiate che ha un prezzo extra,
cosa che io ho apprezzato moltissimo perchè mantiene vivi mestieri
che si stanno trasformando sempre più in hobby.
Qui non per forza devi essere super famoso per pagare
le bollette con la musica o l’arte in generale.

Arriva domenica e il momento di salutare questo luogo incantato.
Qui al momento del check in mi vengono date tutte le istruzioni per l’imbarco
e una volta in coda incontro Massi, di ritorno anche lui.
Salgo in nave e un volta uscita dal Cardeck un gentil addetto
mi ha indicato la strada della mia stanza: ero al piano superiore.
Come anticipato prima avevo la camera privata,
sinceramente non ho sollevato dubbi per paura di dover tornare sotto.
Il viaggio di ritorno è stato molto più confortevole ma anche più lungo: non c’era l’entusiasmo della settimana precedente, ma ero felice comunque.
A bordo la IPA alla spina era finita, in compenso era disponibile
al duty free ma calda.
Dopo 36 ore di navigazione siamo approdati a Hirshals.

La via del ritorno
Arrivata in Danimarca ho passato gli ultimi giorni di ferie in buona compagnia,
è sempre bello conoscere persone nuove, ancora di più in viaggio,
ancora di più se si è tutti con il Van!
Così sono “pronta” tornare alla quotidianità del lavoro in ufficio.
Quotidianità senza la quale non potrei permettermi tutte queste esperienze,
la vita è un dare per avere e forse se non ci “sudiamo” alcuni attimi non avranno mai quel sapore di libertà.
Magari mi sbaglio, magari cambierò idea.
Sarà bello rileggere questa esperienza tra qualche anno
e capire che idea avrò allora.
Anche se le cose stanno per cambiare,
spero presto ma so che cambieranno.

Grazie per essere arrivati fino a qui,
o anche solo per aver letto poche parole.
Per aspera ad astra.
Carolipa.-
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